I fondamentali

LA BATTUTA:

È il fondamentale con cui si inizia un’azione di gioco. Se ben effettuata, diventa un efficace colpo di attacco e mette in difficoltà la squadra avversaria nel costruire il gioco di risposta.

Il risultato più spettacolare e che dà più soddisfazione si ha quando la palla cade nel campo avversario senza che nessun giocatore riesca a intercettarla (ace). In questo caso è il primo fondamentale punto.

La battuta viene effettuata dal giocatore in zona 1, nella zona libera di fondo campo. Il giocatore in battuta generalmente lancia la palla con una mano e la colpisce con l’altra, lanciando la palla alla giusta distanza dal corpo e a un’altezza adatta per colpirla nel modo più efficace possibile a seconda dei diversi tipi di battuta: dal basso (detta anche battuta di sicurezza), laterale o dall’alto (detta battuta a tennis).

In riferimento al tipo di traiettoria si possono effettuare la battuta flottante o con rotazione della palla. In base alla posizione dei piedi possiamo eseguire delle battute da terra o in salto.

LA RICEZIONE: IL BAGHER

Il bagher costituisce quasi sempre il primo e a volte anche il secondo tocco di ogni azione. È un movimento fondamentale con cui si riceve la battuta della squadra avversaria, molto utile sia nelle azioni di difesa su schiacciata o pallonetto dell’avversario sia per un’alzata quando la palla arriva bassa e tesa. Mentre nelle gare giovanili (under 13 e 14) si può ricevere solo in bagher, nelle altre categorie si può ricevere anche in palleggio. E importantissimo che il giocatore si trovi:

  • dietro o sotto il pallone;
  • con entrambi i piedi in appoggio;
  • con le braccia tese e unite, staccate dal busto e che sappia spingere anche con la distensione delle gambe.

A seconda della direzione in cui si muovono le braccia si avrà il bagher in avanti (frontale) o di lato (laterale).

IL PALLEGGIO:

Il palleggio è un fondamentale che serve per passare la palla a un altro giocatore e, principalmente, per alzarla a uno schiacciatore. Si effettua con le due mani che si uniscono a forma di semisfera e spingono contemporaneamente il pallone avanti in alto a parabola. Il giocatore deve trovarsi in anticipo sulla palla per lanciarla bene:

  • con le mani sopra la fronte;
  • i gomiti non troppo chiusi né troppo aperti;
  • i piedi e le spalle rivolti verso la direzione in cui vuole inviare la palla.

Bisogna eseguire la spinta in rapida successione utilizzando gambe, tronco, braccia, polsi e dita. La palla deve essere colpita con le due mani contemporaneamente e senza trattenerla, altrimenti si viene sanzionati con un fallo di “doppia” o di “trattenuta”. È possibile effettuare il palleggio a una mano se non si trattiene la palla.

LA SCHIACCIATA:

La schiacciata è il fondamentale più divertente e più appagante di questo sport ed è anche quello forse più spettacolare, tanto da caratterizzare la pallavolo moderna dalle fasce più giovani agli atleti più evoluti.

La schiacciata è il colpo d’attacco che generalmente conclude l’azione. Consiste nel colpire la palla con una mano, dopo una rincorsa e uno stacco, e inviarla con la maggior forza possibile verso il campo avversario.

Lo schiacciatore deve cercare di eseguire bene gli appoggi e lo stacco per elevarsi il più possibile senza andare contro la rete, col pire la palla nel punto più alto, da dietro-sopra, con le dita semipiegate e aperte, per imprimere una traiettoria alla palla che curvi il più possibile verso il basso.

Gli elementi principali di questo fondamentale sono la rincorsa, il salto o stacco, il colpo sulla palla e la ricaduta.

  • La rincorsa è composta da un passo e un balzo o da due passi e un balzo. Tutto ciò che precede la rincorsa sono solo piccoli spostamenti per prepararsi meglio, a seconda del tipo di schiacciata che si vuole eseguire.
  • Lo stacco è costituito dagli ultimi due appoggi (destro-sinistro per chi schiaccia di destro) che permettono di trasformare la rincorsa in elevazione. L’appoggio del piede destro è direzionato verso il punto ottimale di impatto con la palla, mentre il sinistro si pone quasi in parallelo con la rete per evitare il fallo di invasione.
  • Il colpo sulla palla: durante la fase di volo tutte e due le braccia salgono, con i gomiti all’altezza delle spalle, poi il destro si distende andando a colpire la palla nel punto più alto possibile e il sinistro scende. Il movimento prosegue con la chiusura del polso e della mano che imprimono la traiettoria più efficace alla palla.
  • La ricaduta avviene quasi sempre prima sulla gamba sinistra e poi, naturalmente, sulla destra. Bisogna cercare assolutamente di non toccare la rete.

IL MURO

Il muro è quel gesto tecnico con il quale gli atleti effettuano la prima azione di difesa. Consiste nel saltare a rete, opponendosi con le mani aperte e accostate, al di sopra della rete, alla traiettoria della palla che viene schiacciata, facendo ricadere la palla nel campo avversario. Il muro può essere effettuato da uno, due o tutti e tre i giocatori di prima linea. Il tempo e l’esecuzione del muro a due e a tre sono guidati dal giocatore della zona che fronteggia direttamente lo schiacciatore; per esempio, al centro sarà il centrale a guidare il muro. Generalmente si effettua a due giocatori sui lati e a tre al centro, salvo in casi di tattiche particolari per la forza e l’abilità specifica di un avversario.

Nell’attuazione di questo fondamentale sono importanti il modo e il tempo di esecuzione.

Consideriamo ora i tre momenti principali per l’esecuzione corretta del muro: la posizione di attesa, il salto e l’impatto con la palla e la ricaduta.

  • La posizione di attesa corretta vede il giocatore a muro in piedi, vicino alla rete, con le gambe leggermente piegate e divaricate come la larghezza delle spalle, le braccia leggermente flesse, il gomito che supera il bordo inferiore della rete, le mani aperte e le dita già rigide.
  • Il salto e l’impatto con la palla sono preceduti da un lieve caricamento delle gambe, iniziano dalla distensione delle braccia portando verso l’alto i gomiti, tenendo le mani il più possibile vicino alla rete. Appena superato il bordo della rete, le mani invadono lo spazio aereo avversario orientandosi verso il centro del campo.
  • La ricaduta inizia dal movimento degli avambracci e delle mani che rimangono rigide mentre i gomiti si abbassano evitando così di toccare la rete e termina con movimento di caviglie e ginocchia che ammortizzano l’arrivo sul terreno di gioco in condizioni di equilibrio e di continua osservazione dell’azione.